L'acido fulvico influenza l'accrescimento e la qualità della carne in magronaggio ed ingrasso
L'acido fulvico migliora le performance produttive e la qualità delle carni.
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Registrati Eri già un membro?L'acido fulvico migliora le performance produttive e la qualità delle carni.
E' necessario applicare un protocollo di prelievo che minimizzi la contaminazione batterica, specialmente evitando la presenza di liquido prepuziale nel contenitore di raccolta del seme.
Lo studio apporta dati che supportano la teoria che la ricombinazione del PRRSV è un fenomeno abituale e può produrre isolati in mosaico.
La progenie delle scrofe alimentate con una dieta elevata in grassi hanno un maggior contenuto di acidi grassi PUFA e n-6 nel muscolo longissimus thoracis.
I fluidi orali possono essere utilizzati per rilevare con precisione la presenza e circolazione del PEDV negli allevamenti di suini.
L'esposizione ad estratti di polvere organica influisce negativamente sulla attivazione e funzione dei macrofagi di suino, aumentando potenzialmente la sensibilità dell'ospite a varie infezioni respiratorie.
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Registrati Eri già un membro?I polifenoli provenienti da estratti di piante possono diventare additivi naturali per il controllo della diarrea post-svezzamento.
L'analisi filogenetica ha rivelato che appartiene alle linee “tipo aviare” H1N1, “tipo umano” H3N2, e “tipo umano” H1N2.
Oggi abbiamo bisogno di nuove strategie di supplementazione in micronutrienti per i suinetti appena nati.
L'inclusione di lecitina nelle diete suine migliora la tenerezza della carne e le performance della carcassa.
Si conclude che la IL-1β modula la secrezione di PGE2, PGF2α e P4 da parte del CL suino, dipendendo dalla fase luteinica e dalla situazione ormonale.
L'obiettivo di questo studio fu investigare la frequenza delle infezioni da M. hyopneumoniae in suinetti lattanti di allevamenti infetti in forma endemica.
La supplementazione con lo 0,5 gr/Kg, di polvere di aglio fermentato, puó migliorare l'IMG ed il CMG di suinetti in svezzamento.
E' stato osservato come i trattamenti dietetici di ≥ 800 UI/kg di mangime hanno mostrato effetti benefici nelle scofe in termini di contenuti minerali ossei e di resistenza alle rotture.
Ricercatori della UdL(Università di Lleida) sono riusciti a produrre carni suine con meno grassi saturi ed una maggior percentuale di mono-insaturi, con migliori proprietà organolettiche e più salutare per i consumatori.
L'uso di DDGS (sigla che sta per "dried distilled grain soluble" in inglese per disitillati secchi solubili di cereali) in formule di gestazione ha risultati contraddittori sul comportamento della scrofa dipendendo dal sistema di stabulazione.
Lo studio conclude che alcune pratiche di management, come la differente alimentazione delle scrofette dopo i 60kg di pv, l'alloggiamento delle scrofe, il metodo di stimolazione per il calore e la durata dello stoccaggio delle dosi seminali, influiscono sui parametri riproduttivi come l'intervallo svezzamento-calore e la percentuale di scrofe con ritorni.
Il vaccino potrebbe servire potenzialmente come un vaccino destinato a proteggere i suini nei confronti dello sviluppo della PMWS.
L'aggiunta di aromi nel mangime che promuovono la sazietá possono migliorare l'efficienza alimentare in fase di ingrasso.
I risultati hanno mostrato un effetto terapeutico della valnemulina in suini con dissenteria emorragica grave, mentre non si sono osservati effetti terapeutici dello zinco chelato.
L'aggiunta di differenti fonti di Selenio non influenzò le concentrazioni di immunoglobuline nelle scrofette o nei suinetti.
La supplementazione dei suinetti svezzati con resveratrolo potrebbe avere effetti benefici sull'accrescimento, sistema immunitario ed ecosistema microbiologico (microflora).
La raccolta di campioni multipli di saliva non influenza le concentrazioni di cortisolo salivare nei suini d'ingrasso.
Il N° crescente di L. intracellularis log10 batteri/gr di feci si associò significativamente con la diminuzione dell'AMG.
L'obiettivo principale di questo studio fu investigare più a fondo questa questione e determinare se la vaccinazione dei suini di maggior età possa indurre una viremia e sieroconversione più precoce.
L'obiettivo del presente studio fu la descrizione dei segni clinici osservati in allevamenti positivi alla PRRS dell'Ontario (Canada) durante un focolaio della malattia e determinare le associazioni tra questi segni clinici e la situazione demografica dell'allevamento così come le strategie di controllo utilizzate contro la malattia.
Il numero dei nati totali fu di 14,7 tanto per le scrofette che provenivano da figliate di 9 come di 13 suinetti.
E' possibile inattivare il PEDV presente nelle feci su superfici metalliche se si sottopongono a 160ºF durante 10 minuti o mantenendo 68 ºF durante almeno 7 gg.
Le tendenze del settore suinicolo dal 2005 al 2010 indicano livelli differenti di miglioramento in alcuni parametri produttivi.
Dai risultati si conclude che Helicobacter suis è presente nei suini degli Stati Uniti e può avere un ruolo rilevante per la produzione e salute dei suini.
Quasi tutti i soggetti analizzati erano sieropositivi per gli anticorpi contro il virus dell'epatite E (55/60, 91,7%).
Questa scoperta è un primo passo per comprendere le basi della specificità antigenica dei ceppi ed apre nuove possibilità per sviluppare sistemi di sierotipizzazione molecolare, che potrebbero aiutare nella diagnosi e controllo della malattia.
Gli autori del presente studio descrivono una strategia per migliorare l'immunità dei riproduttori in allevamenti recentemente colpiti da PEDv.
Il metodo "immunocrit" Ig è una misura semplice e rapida del trasferimento passivo dalla scrofa ai suinetti ed è utile per valutare l'inizio del colostro e la capacità di allattare delle scrofe.
Durante la ricerca sono stati raccolti topi, topini e roditori di campo presenti in allevamenti infetti da PCV2 e anche all'esterno dell'allevamento.
La somministrazione esogena di ossitocina ha contrastato i cambiamenti comportamentali, suggerendo una base fisiologica comune.
L'obiettivo di questo studio fu investigare i fattori di rischio correlati con la comparsa della Sindrome della Disgalassia Post-Parto(SDPP).
L'obiettivo di questo studio fu la determinazione della stabilità del PRRSV e degli anticorpi nei confronti del virus nei fluidi orali in funzione del tempo e della temperatura.
L'identificazione dei marcatori della fertilità nel plasma seminale dei verri può condurre allo sviluppo di prove di identificazione e predizione sulla fertilità dei verri prima di inserirli in un programma riproduttivo.
Questo studio tenta di provare l'ipotesi che lo svezzamento tardivo e la disponibilità di "creep feeding" durante la lattazione, in comparazione allo svezzamento precoce, aumenta il consumo di alimento, diminuisce lo stress e migliora l'integrità del tratto intestinale
La malattia può essere ancora considerata come una malattia suina endemica nel paese. Il presente studio ha avuto come obiettivo aggiungere nuovi dati epidemiologici sulla prevalenza della malattia in Cina attraverso una indagine sierologica nei riproduttori di 15 provincie cinesi durante l'anno 2012.
Sono stati identificati nuovi bocavirus suini (PBoV) nei suini domestici e selvatici, che sono ad oggi di rilevanza sconosciuta.
I risultati di questo studio indicano che il N° di parti di una scrofa influisce sullo sviluppo prenatale dei suinetti.
S Derby è stata isolata lungo tutta la piramide produttiva, il che suggerisce che questo sierotipo si può trasmettere attraverso gli spostamenti dei suini.
L'inchiesta è stata condotta su 3.004 professionisti di 25 paesi europei.
Si tratta del primo isolamento del PoSCV in Corea, il che fa pensare alla possibilità che questo virus sia prevalente negli allevamenti suinicoli.
Ricercatori dell'Università di Córdoba (Spagna) hanno indagato sulla possibile utilizzazione dei livelli di proteine della fase acuta aptoglobina (Hp) e la proteina C-reattiva (CRP) nel siero, saliva e succo di carne come biomarcatori dello stato sanitario degli allevamenti.
In questo studio, i suinetti neonati interi e castrati chirurgicamente furono comparati fino alla pubertà per alcuni parametri immunitari e per l'espressione dei recettori di ormoni negli organi linfoidi.
I risultati mostrano che la caudofagia induce una risposta infiammatoria all'estremità della coda che conduce ad una risposta della fase acuta ed alla formazione di ascessi nella carcassa.
Il tipo 2 del PRRSv è più virulento del tipo 1 così come mostra la patologia polmonare indotta, l'estensione della distribuzione del virus e l'eliminazione del virus per via orale.
L'ipocalcemia non è un problema significativamente immediato dopo il parto nelle scrofe con qualsiasi numero di parti.
Gli obiettivi di questo studio fu descivere l'epidemiologia delle infezioni ricorrenti da parte del virus dell'influenza suina e come identificare i principali fattori determinanti.
La variabilità dell'uso delle aree libere potrebbe essere dovuto al fatto che animali di basso rango siano marginalizzati da animali di più alto rango o di dimensioni maggiori che potrebbero sentirsi più "strette" nelle gabbie rispetto alle scrofe più piccole.
Ricercatori dell'Università Federale di Rio Grande do Sul (Brasile) realizzarono uno studio il cui obiettivo era la valutazione dell'influenza delle riserve corporee della scrofa al momento dello svezzamento e le perdite durante la 1° lattazione sulla dimensione della figliata al 2° parto.
In base ai risultati per la definizione dei casi di NNPDS si suggerisce : diarrea non emorragica durante la 1°settimana di vita, senza isolamento di patogeni infettivi conosciuti, caratterizzata da stomaco pieno di latte ed intestini flaccidi alla necroscopia.
E' stato realizzato uno studio sulle variazioni della qualità del seme in funzione dell'età e della stagione dell'anno nei verri Duroc.
L'obiettivo di questo studio fu la determinazione se si può migliorare l'accrescimento dei suini mediante l'uso dell'analgesia durante la castrazione.
La marbofloxacina può essere utilizzata per il controllo della malattia prodotta da H. parasuis tanto a livello individuale come di gruppo, nonostante la completa eliminazione del batterio non sia possibile.
L'uso degli infrarossi per il controllo della temperatura continua nelle scrofe pare essere una tecnica promettente.
Lo studio conclude che i 3 estratti di piante utilizzate in questo studio ridussero le infiammazioni causate da infezione da E. coli, apportando un beneficio alla salute dei suinetti.
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